Tutta la verità, nient’altro che la verità, sulla giornata di una mamma.

Rompo le righe, dopo mesi in cui leggo come alzare il mio livello di produttività sulla base delle attività mattutine, tra le quali:

  • alzarsi all’alba per assorbire tutte le energie nel vedere crescere il sole
  • bere una tisana oppure acqua e limone appena svegli
  • sostituire la classica colazione (fette+marmellata+caffè) con uno smoothie energizzante a base di avocado
  • leggere 30 minuti al mattino per svegliare la mente e non smettere di imparare
  • lavarsi i denti con la mano opposta per risvegliare l’emisfero cerebrale opposto al solito utilizzato
  • fare esercizio fisico ad alto impatto per far entrare in circolo le endorfine
  • fare qualche posizione di yoga per sciogliere la muscolatura
  • meditare con una applicazione che ti guida per una ventina di minuti

 

Volete la verità?

Entrate, intorno alle 6, in una qualsiasi casa dove abitano dei bambini, di cui almeno uno sotto i 3 anni, e provate a chiedere ad una mamma di alzarsi, la vedrete camminare in punta di piedi con il terrore negli occhi.

Altro che alzarsi all’alba, una mamma che chiamerò Qualunque, per indicare la maggioranza delle madri, svolge l’inizio della sua giornata, più o meno così:

la sua giornata ha inizio quando il resto della casa dorme, non perchè soffra di insonnia, ma perchè prepara la colazione per tutta la famiglia e non lo fa con consapevolezza, lei sa muoversi a occhi chiusi nella sua cucina, in realtà non è lei che prepara la colazione, ma la sua controfigura.

Solo dopo aver preparato la colazione per tutti, decide di fare un gesto EGOISTA, si prende 5 minuti per sè e inizia a spalmare la marmellata sulla prima fetta biscottata quando sente un richiamo “MAMMAAAAAAAA” e pensa “Va beh anche per oggi, farò colazione con calma domani!”

Procede a passo svelto verso la camera dove un bambino a braccia spalancate:

a) le sorride ed è felice di vederla

b) ha già il broncio e piange

in entrambe i casi Qualunque sorride e da il buongiorno al suo bambino che:

a) l’ha fatta dormire tutta la notte

b) ha avuto qualche risveglio perchè aveva perso il ciuccio

c) all’ora X ha deciso che non ne voleva più sapere di dormire e lei l’ha pazientemente portato alla finestra e le ha mostrato come tutto il quartiere a quell’ora dormisse e con calma è riuscita a riportarlo a letto all’ora Y.

ma in tutti i casi, lo porta a fare colazione con sè, gli/le porge la tazza o il biberon e pensa “adesso vado a svegliare anche l’altro/a/i”

Così va a svegliare anche l’altro/a/i figli/a/o, oggi sono un po’ romana (l’altri figli!), da il buongiorno, indica la colazione e forse un po’ di quiete?

NO!!!!! PERCHE’ ORA E’ IL MOMENTO DEL LAVAGGIO E VESTIZIONE!

Avete mai visto un bambino che invitato ad andare a lavarsi dentini e faccina mostrino felicità, accondiscendenza o gratitudine?

IO NO!

Qui parte la vera giornata della mamma, oscillante tra:

“Allora quante volte te lo devo ripetere che…”

“Insomma non è possibile che sono passati 12 minuti e hai solo messo il dentifricio sullo spazzolino…”

“Dai X vieni qui che ti cambio il pannolino”…(dopo 5 minuti, a pannolino tolto) “No non scappare, stai qui che ti devo mettere il pannolino nuovo”

“Basta aprire lo sportello, vai a giocare di là ora che sei pronto”

“Non litigate”

“Basta, possibile che non si possa neanche andare in bagno in questa casa!”

Ma il meglio arriva quando la fatidica frase spunta dalla bocca della mamma:

“Da domani vi faccio accompagnare a scuola da papà!”

Un eco risuona in casa, e quell’eco non è dei bambini, ma del papà che è al lavoro e le orecchie non gli fischiano, si infiammano fino ad esaurirsi.

Sì, perchè io accompagno i miei figli ogni giorno a scuola e ce ne sono tanti di papà che come me si immolano alla causa scolastica dei loro figli e ci sono dei giorni in cui mi chiedo “Ma anche lui avrà la pazienza che sono costretta a trovare o i bimbi con i papà non si azzardano a fare quello che fanno con le mamme?”..la seconda!

Tra l’altro io condivido i figli con un uomo che ribalta tutte le responsabilità del comportamento dei bambini su di me citando perle del tipo:

“Sei tu che li hai abituati così” come se io soffrissi di manie di protagonismo e li chiamassi a raccolta in cerchio mentre cerco di mettermi il mascara, piuttosto che vestirmi, piuttosto che disdegnare il lusso di poter rimanere in bagno senza pubblico

“E’ una questione di organizzazione, prima ti prepari tu, poi prepari loro”

Precisiamo!

La mamma Qualunque non è come il papà Qualsiasi (maggioranza dei papà) che lavati faccia e denti, infilati quel paio di pantaloni e quella maglietta/camicia, spruzzato il profumo e messo il gel ha finito!

Una mamma solitamente, almeno io sì!, si lava un pochino più approfonditamente, si trucca, non si veste solitamente sempre uguale e soprattutto ci sono millemila variabili all’andamento della sua preparazione, tipo:

 

per il figlio maschio: macchinina dentro l’acquario, salto con ostacolo in soggiorno, infilamento di mani dentro il water al fine di studiare lo scomparire della carta al suono dello sciacquone, prova di tenuta di ogni barattolo contenente liquidi, solidi e gassosi, eccetera eccetera.

per la figlia femmina: domande rispetto all’abbinamento della maglia a righe con la maglietta a pois, piuttosto che la chiusura di un braccialetto, piuttosto che la sistemazione dei capelli con treccia, doppio codino o treccia con doppio codino!

Bene, a fronte di questo racconto, mi sento di dire questo:

LE MAMME NON HANNO BISOGNO DI YOGA MATTUTINO, DI TISANE RILASSANTI, DETOSSINANTI, DEPURATIVE O ENERGIZZANTI,

LE MAMME HANNO BISOGNO DI COMPRENSIONE DELLA STANCHEZZA

DI CONDIVISIONE DELLA FATICA

DI AIUTO MORALE E FISICO NELLO SBRIGARE LE FACCENDE QUOTIDIANE

DI RIPOSO

DI SAPERE CHE C’E’ QUALCUNO CHE FARA’ E SARA’ DISPOSTO A FARE PER LORO QUELLO CHE LORO FANNO TUTTI I GIORNI PER LA LORO FAMIGLIA

Noi mamme, troppo spesso, concediamo agli altri il permesso di giudicarci, di emettere pareri non richiesti, mi riferisco a mariti, suoceri/e, cognati/e, madri, padri, sorelle/fratelli, amici, colleghi, ma perchè? A quale titolo? In nome di cosa? Dell’amore?

Non è forse vero che l’amore non giudica?

Quando vi siete innamorati, non avete forse accettato la persona che avevate a fianco con tutti i nonostante del caso?

Perchè allora è previsto che gli altri possano farlo con noi?

Perchè sentiamo di poterlo concedere?

Che bello sarebbe un mondo in cui la mamma Qualunque, la domenica non si deve alzare come tutti i giorni a preparare la colazione per tutti, ma che trovasse la colazione che qualcuno ha pensato di farle trovare pronta per lei, mi emoziona solo il pensarci..

Sarebbe bello il mondo in cui la mamma Qualunque possa sentirsi capita, apprezzata, sostenuta, non solo per quello che da, ma per come lo da, e cioè senza la pretesa di avere nulla in cambio.

E’ pur vero che il mondo perfetto non esiste,

ma chi smette di sognare si arrende

e chi si arrende e rinuncia

perde,

sempre!

 

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