Le 5 regole d’oro del negoziante perfetto, secondo me!

Oggi mi urge il bisogno di verità, qualcuno dovrà pur dirla sull’argomento!

Sono sincera: io ho una passione per le persone un po’ folli, un po’ alternative, “sinceramente diverse” ed entrando in un negozio colgo al volo la finta gentilezza, ma la cosa che mi disturba ancora di più è l’indisponenza, perchè se è vero che di clienti simpatiche non è pieno il mondo, è pur vero che nessuno obbliga nessuno a fare un lavoro a contatto con il pubblico…ah che liberazione!!!!…l’ho detto!!!

La primissima regola , credo il mantra del negoziante tipo è l’immagine del post:

Se non sai sorridere, non aprire un negozio

E se avete voglia di trovare una negoziante sorridente, passate da Bazzano, da “Due civette sul comò”, un negozio di abbigliamento per bambini/ragazzi 0-16, lì trovate Michela, un personaggio, sì non è una comune persona, è proprio un personaggio! solare, allegra e sorridente, con tante altre qualità, ma poi si monta la testa!

Secondo requisito fondamentale è la disponibilità…ah questa sconosciuta per i più..

Incarna questa virtù Fabiana, una donna dalle mille risorse, sempre disponibile, sempre cordiale, pronta ad aiutarti e a trovare la giusta soluzione per qualsiasi problema coinvolga la mamma e il suo bambino, tra l’altro lei ha una certa esperienza 😉

Ha un negozio a Casalecchio di Reno, che si chiama BimboMio, nasce come spaccio pannolini Pillo, un’ottima marca di pannolini, di gran lunga migliori di altri più conosciuti e blasonati, nel tempo il negozio è cresciuto, si è evoluto e diventato un punto di riferimento anche per l’acquisto delle scarpine per l’infanzia Bobux, un buonissimo prodotto, forse ancora poco conosciuto, ma credo nella capacità di Fabiana e di suo marito Massimo nel renderle apprezzati dalle mamme, lì trovate anche tutti i prodotti per la detergenza, ciucci, coppette assorbilatte, fasce per portare il bambino secondo il babywearing, marsupi, abbigliamento per l’infanzia e premamam, regali personalizzati per la nascita dei bebè realizzati con pannolini, delle opere d’arte!, insomma un negozio con la N maiuscola.

Terzo requisito è la libertà lasciata dal negoziante a poter “sbirciare” per trovare ispirazione e io la associo alla Margherita, per tutti la Maggie, di Sisley a Bazzano, tu entri e mentre ti senti libera di guardare, lei rimane lì pronta ad aiutarti, ma non ti stressa, vuole che torni perchè sei stato bene, e ti lascia la libertà di scegliere anche attraverso i suoi preziosi consigli, se richiesti.

Quarto requisito è la qualità di ciò che viene venduto, mi viene da pensare alle scarpe se penso alla qualità, perchè si sa che un paio di tacchi o di scarpe scomode, rovinano la serata e forse anche il giorno successivo, e un negozio che vende davvero buone scarpe è IN MY SHOES a Casalecchio di Reno, le scarpe sono belle e comode e poi la titolare è un’esperta in fatto di promozione social.

Quinto requisito è la puntualità, incarnata perfettamente da Sara di Dadadun a Bazzano, un luogo creativo, di oggettistica e gadget, dove quasi tutto è possibile, ma Sara potrebbe stupirvi anche con l’impossibile..voi le commissionate un regalo pensato da voi e creato da lei, e ve lo consegnerà nei tempi, potete starne certi!

Ah..la maggior parte dei negozi citati vende anche online..

se li cercate, li trovate sui social..

Da amante dello shopping mi sento di dire un’ultima cosa: personalmente entrando in un esercizio commerciale non mi aspetto niente di più che queste semplici attenzioni,

quello che spesso sfugge al negoziante è  che

il prezzo, in fondo, se il prodotto piace, non interessa più di tanto,

 e la prova è nel fatto che il cliente non si chiede mai quanto tempo ha necessitato la produzione e il confezionamento di un vestito o la quantità di tessuto utilizzato in termini di metratura, non si chiede la consistenza del tacco, se vuoto o pieno, di quale provenienza è la pelle di una borsa, non fa dei distinguo in questo senso,

quindi state sereni,

non stressate il cliente per incassare di più, che magari esce e ha comprato un prodotto che non lo convince e poi non lo vedete più,

non stressatelo per rifilargli tutte le creme/accessori/chincaglieria di ogni sorta e genere,

non cercate di vendergli una L perchè vi manca la S o la 44 se la 42 l’avete finita, vi maledirà appena arriverà a casa,

non trattatelo come se gli steste facendo un piacere a servirlo,

perchè se siete ancora lì è perchè c’è qualcuno che compra

e quel qualcuno ce l’avete davanti!

 

PENSAVATE MI DIMENTICASSI DI PARLARE DEL CONTO? NEANCHE PER SOGNO…

se il conto risulta 13,53 non chiedete i 3 centesimi, fa brutto!

se è 131,20… lasciate il caffè, non diventerete poveri…

se è 325,50… arrotondate a 320 euro, farete bella figura!

 

E se vi pagano in contanti e fate i furbi non emettendo lo scontrino…

ricordatevi che c’è un apposito girone dantesco dell’inferno

per quelli che incassano anche l’iva, attualmente pari al 22%,

quasi un quarto del prezzo di vendita, orsù!!!!

 

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